Il segreto numero 5 della leadership: onorare il Successo e celebrare la Vittoria Il segreto numero 5 della leadership: onorare il Successo e celebrare la Vittoria
22.07.2014

Nel nostro ultimo post di questa serie abbiamo parlato di come una maggiore padronanza degli obiettivi e una migliore gestione finanziaria possano accrescere la tua abilità di leader e renderti più efficace. In questo post vedremo ora la successiva qualità fondamentale della leadership: onorare il successo e celebrare la vittoria.

I grandi leader sono costantemente alla ricerca di un modo per rendere onore ai loro principali collaboratori e celebrare il loro successo. I leader straordinari capiscono che c’è solo una cosa che rende le persone felici nel lungo periodo e questa è la crescita.

La crescita corrisponde alla felicità.

Il segreto numero 4 della leadership: eliminare gli ostacoli che soffocano la crescita Il segreto numero 4 della leadership: eliminare gli ostacoli che soffocano la crescita
25.03.2014

In precedenza abbiamo presentato la qualità della maestria nelle relazioni e spiegato come accrescere la tua capacità di connetterti ad un livello davvero profondo e personale ti renderà in grado di superare i limiti e ti darà l’abilità di avanzare verso un nuovo traguardo.

Abbiamo anche affrontato il tema della gestione del tempo, sapendo che questa implica comprendere non solo qual è la cosa più importante da fare ma anche quando è opportuno che quella particolare attività sia svolta per ottenere il maggiore impatto possibile.

Oggi analizzeremo le altre qualità aggiuntive della leadership, la responsabilità nei confronti del proprio obiettivo e la gestione finanziaria.

Il segreto numero 2 della leadership: il taglio di un leader nei momenti di incertezza Il segreto numero 2 della leadership: il taglio di un leader nei momenti di incertezza
15.10.2013

Nel precedente articolo abbiamo discusso la qualità dell’energia e il suo impatto sulla tua abilità di ispirare e condurre un team. Adesso analizzeremo la seconda qualità fondamentale che i leader straordinari hanno in comune, la padronanza delle emozioni.

Quando l’inferno si è scatenato, la tua capacità di trovare il tuo centro e aiutare te stesso e gli altri a trovare le risposte, si riduce alla tua abilità di dirigere e controllare le emozioni.

I leader straordinari ed efficaci portano certezze nei momenti di instabilità.

Papa Benedetto XVI e la tematica della leadership di cui nessuno vuole parlare Papa Benedetto XVI e la tematica della leadership di cui nessuno vuole parlare
17.09.2013

Un’intervista pubblicata con la Professoressa della Harvard Business School e storica della leadership Nancy F. Koehn.

 

Papa Benedetto XVI quando diede le dimissioni, fece riferimento alla sua età e al suo stato di salute compromesso. A parte la questione “nessun Papa ha mai abbandonato l’incarico negli ultimi 600 anni”, perché questo avvenimento è così importante nel grande schema di come interpretiamo il lavoro e la leadership? …


La prima lezione riguarda l’importanza della resistenza e della forza fisica e la capacità di mantenere se stessi e la propria energia ad un livello alto e in ottimo stato in modo davvero costante.

E’ incredibile quanto sia difficile – e non riguarda solo Papa Benedetto XVI. Si tratta di una questione che interessa tutti allo stesso modo e noi non ne parliamo spesso. Tranne quando gli esami annuali relativi alla salute del presidente degli Stati Uniti d’America vengono pubblicati, non parliamo di quanto forte debba essere un leader fisicamente, mentalmente ed emotivamente per sedere ai tavoli di riunioni che lo impegnano così tanto sotto questi aspetti.

La lezione numero due riguarda più che altro l’enorme difficoltà nel mettere in atto una leadership davvero efficace. Il fatto che il Papa faccia un passo indietro per ragioni di salute è qualcosa cui tutti prestiamo attenzione perché il Papa è un leader per più di un miliardo di persone.

Il suo lavoro è duro. E non è impegnativo solo perché ci sono abusi e scandali all’interno dell’organizzazione. Ad un primo livello queste dimissioni sembrano molto distanti, ma in un secondo momento, quando davvero approfondisci, non lo sono. Si tratta di fare un bilancio fra quanto ancora ne hai e per quanto ancora le cose rimarranno così. E’ quindi il contrario: lascia il suo incarico perché non sembra che domani possa andare meglio.

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