L'arte di vincere
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| (Billy Beane / Brad Pitt) |
L'arte di vincere (Moneyball) è un film del 2011 diretto da Bennett Miller. È basato sul libro Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis sulla squadra di baseball Oakland Athletics e sul loro general manager Billy Beane.
Il film è stato candidato in sei categorie dei Premi Oscar 2012, tra cui miglior film e miglior attore protagonista per Brad Pitt.
Al termine della stagione 2001 gli Oakland Athletics vengono sconfitti dai New York Yankees perdendo la possibilità di partecipare alle World Series, inoltre la squadra deve far fronte alla partenza delle loro stelle Johnny Damon, Jason Giambi e Jason Isringhausen per fine contratto. Il general manager Billy Beane, contrariato dalla sconfitta, si vede negare dalla società un aumento del budget per poter competere con le squadre più ricche. Durante un incontro di mercato con i dirigenti dei Cleveland Indians Beane incontra Peter Brand, un giovane laureato in economia a Yale con idee radicali sul come valutare un giocatore. Beane mette alla prova la teoria di Brand chiedendogli se lo avrebbe scelto al draft, essendo stato Beane un giocatore della Major League prima di diventare general manager. Benché gli osservatori reputassero il giovane Beane un giocatore eccezionale, la sua carriera nella Major League si era in verità rivelata deludente. Incalzato, Brand ammette che non lo avrebbe scelto prima del nono round di draft e che Beane sarebbe probabilmente finito a giocare al College. Convinto del giovane e cogliendo l'occasione, Beane assume Brand come assistente general manager degli Athletics.
Inizialmente gli osservatori della squadra sono sprezzanti e in seguito apertamente ostili verso il nuovo approccio sabermetrico di Beane nell'osservare i giocatori. Invece che affidarsi all'esperienza e all'intuizione degli osservatori, Brand seleziona giocatori basandosi quasi esclusivamente sulla loro "on-base percentage" (OBP), ossia la percentuale che indica il numero delle volte in cui il giocatore conquista una base senza aiuto di penalità. Trovando giocatori con un'alta OBP, ma con caratteristiche che hanno portato gli osservatori a scartarli, Brand riesce a mettere insieme una squadra con molto più potenziale rispetto a quanto le casse in difficoltà degli Athletics avrebbero permesso. Nonostante forti obiezioni da parte degli osservatori, Beane supporta la teoria di Brand e mette sotto contratto i giocatori che lui ha selezionato.
All'inizio della nuova stagione gli Athletics non convincono. La tensione tra Beane e l'allenatore Art Howe, già alta a causa di questioni contrattuali, cresce. Howe non rispetta la nuova strategia e non fa giocare i giocatori scelti da Beane e Brand. Beane decide di cedere l'unica stella della squadra per costringere Howe ad impiegare i nuovi acquisti. I risultati deludenti degli Atheltics portano i critici, sia all'esterno che all'interno della squadra, a giudicare il nuovo sistema come un triste fallimento. Beane convince il proprietario della squadra a mantenere questo cammino, e alla fine i risultati della squadra cominciano a migliorare arrivando addirittura a vincere 19 partite consecutive. Come molti giocatori di baseball, Beane è superstizioso ed evita di vedere le partite, la sua famiglia però lo convince ad andare allo stadio dato che Oakland è già avanti 11-0 sui Kansas City Royals alla fine del terzo inning e appare spedita verso la continuazione della striscia positiva. Beane arriva giusto in tempo per vedere la sua squadra cadere a pezzi e concedere ai Royals di pareggiare il punteggio. Alla fine gli Athletics riescono a strappare la vittoria con un home run alla fine del nono inning segnato da uno dei giocatori scelti da Brand, Scott Hatteberg, stabilendo così il nuovo record dell'American League di 20 vittorie consecutive. Nonostante tutto il loro successo, gli Athletics perdono ancora nel primo round del post-season, questa volta contro i Minnesota Twins. Beane è deluso, ma soddisfatto di aver dimostrato il valore dei metodi suoi e di Brand. Beane rinuncia all'opportunità di diventare general manager dei Boston Red Sox, malgrado un'offerta che lo avrebbe fatto diventare il general manager più pagato nella storia del baseball, ma è comunque orgoglioso perché i Boston Red Sox due anni dopo hanno vinto le World Series grazie alle sue teorie.