Esiste un nesso comprovato tra avere una leadership efficace e dormire a sufficienza Esiste un nesso comprovato tra avere una leadership efficace e dormire a sufficienza
26.07.2016

Nel nostro mondo, iper-connesso 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, molti di noi stanno letteralmente perdendo il sonno. Il nostro sondaggio effettuato su oltre 180 dirigenti d'azienda ha rivelato che quattro su 10 (43%) dicono di non dormire a sufficienza almeno quattro notti a settimana. Tali carenze di sonno possono minare importanti forme di comportamento di leadership e danneggiare la performance finanziaria. Questo articolo approfondirà il legame tra il sonno e la leadership prima di discutere le soluzioni che possano migliorare sia il benessere individuale che l'efficienza e l'efficacia organizzativa.


Il legame tra il sonno e la leadership organizzativa

L'ultima parte del nostro cervello ad evolversi fu la neocorteccia, responsabile di funzioni quali la percezione sensoriale, i comandi motori e il linguaggio. La parte frontale della neocorteccia, la corteccia prefrontale, dirige quello che gli psicologi chiamano la funzione esecutiva, che include tutti i processi cognitivi di ordine superiore, come il problem solving, il ragionamento, l'organizzazione, l'inibizione, la pianificazione e l'esecuzione di progetti. Questi processi ci aiutano a fare le cose.

È noto da tempo che tutti i comportamenti legati alla leadership si basano su almeno una (e spesso più di una) di queste funzioni esecutive, e quindi, in particolare, sulla corteccia prefrontale. I neuro-scienziati sanno che anche se le altre aree cerebrali possono funzionare relativamente bene con poco sonno, la corteccia prefrontale non può. In sostanza le abilità visive e quelle motorie si deteriorano quando le persone vengono private del sonno, ma non nella stessa misura in cui questo accade per le abilità mentali di ordine superiore.

Una precedente ricerca di McKinsey ha evidenziato una forte correlazione tra le prestazioni di leadership e la salute organizzativa, un forte indicatore di solidi risultati. In un altro studio condotto su 81 aziende e 189.000 persone in tutto il mondo, abbiamo scoperto che esistono quattro tipi di comportamento di leadership che vengono più comunemente associati a team di alta qualità esecutiva: operare con un forte orientamento ai risultati, risolvere con efficacia i problemi, ricercare punti di vista diversi, sostenere gli altri. Ciò che colpisce in tutti e quattro i casi è il nesso comprovato tra il sonno e una leadership efficace.

Operare con un forte orientamento ai risultati. Per fare questo in modo corretto, è importante concentrarsi ed evitare le distrazioni e allo stesso mantenere il focus sulla visione – cioè valutare se la tua azienda si sta muovendo nella giusta direzione. La privazione del sonno danneggia la capacità di focalizzare l'attenzione in modo selettivo: la ricerca dimostra che, dopo circa 17-19 ore da svegli (per esempio, alle 11 di sera o all’1:00 per quelli che si alzano alle 6 del mattino), le prestazioni individuali in una serie di compiti sono equivalenti a quelle di una persona con un livello di alcol nel sangue di 0,05%. Questo è il limite legale per l’alcol in molti Paesi. Dopo circa 20 ore da svegli (quindi alle ore 02:00), le prestazioni di questa stessa persona sono uguali a quelle di una persona con un livello di alcol nel sangue di 0,1%, che si traduce con la definizione legale di “essere ubriachi” negli Stati Uniti.


Risolvere i problemi in modo efficace
. Il sonno è utile per una serie di funzioni cognitive che ci aiutano a risolvere efficacemente i problemi, tra cui la comprensione, il riconoscimento di determinati schemi e la capacità di elaborare idee innovative e creative. Uno studio ha dimostrato che una lunga notte di riposo porta a nuove intuizioni: i partecipanti che hanno beneficiato di una buona nottata di riposo erano due volte più abili nello scoprire una scorciatoia nascosta in un compito rispetto a quelli che non avevano riposato così a lungo. Allo stesso modo, un pisolino pomeridiano è risultato utile per mettere in atto il problem solving creativo: i soggetti che avevano fatto un pisolino dopo aver cercato di risolvere un problema su un videogioco avevano quasi il doppio delle probabilità di risolverlo rispetto ai soggetti che erano rimasti svegli. Un’altra ricerca ha stabilito come il pensiero creativo si manifesti con maggiore probabilità durante la fase del sonno in cui si sogna, migliorando l'interazione di informazioni dissociate e l’ideazione di soluzioni originali.

 

Ricercare punti di vista diversi. Una grande quantità di studi scientifici hanno evidenziato l'impatto che il sonno ha su tutte e tre le fasi del processo di apprendimento: prima di imparare, per codificare le nuove informazioni; dopo l'apprendimento, in fase di consolidamento, quando il cervello forma nuove connessioni; prima di ricordare, per recuperare le informazioni nella memoria. Questi processi sono fondamentali per la capacità di cercare, codificare e consolidare diverse prospettive. Un'altra considerazione importante è la capacità di valutare con precisione l'importanza relativa di diversi stimoli, per evitare visioni monodirezionali e per ridurre il pregiudizio cognitivo. E’ stato dimostrato che il sonno migliora il processo decisionale ad esempio in situazioni in cui si devono eseguire compiti che imitano la vita reale e che richiedono l'interazione di molteplici risposte emotive. La scienza è d’accordo con chi comunemente consiglia di non prendere una decisione importante o inviare una e-mail determinante a tarda notte, ma di dormirci sopra e rimandare al giorno successivo.


Sostenere gli altri. Per aiutare gli altri, è necessario prima capirli. Ciò potrebbe richiedere di interpretare le emozioni sul loro viso o il loro tono di voce. Ma in uno stato di privazione di sonno, il tuo cervello potrebbe fraintendere questi segnali reagendo in modo eccessivo ad eventi emotivi, esprimendo i sentimenti in maniera più negativa anche tramite il tono della voce. Recenti studi hanno dimostrato che le persone che non dormono abbastanza sono meno propense a fidarsi completamente di qualcun altro. Un altro esperimento ha dimostrato che i dipendenti si sentono meno coinvolti nel loro lavoro quando i loro leader hanno dormito male la notte.


Cosa possono fare le organizzazioni

Come possono le organizzazioni migliorare la qualità e l'efficienza del sonno al fine di garantire che i loro leader raggiungano o riconquistino i più alti livelli di performance? Alla McKinsey, abbiamo approfondito questo tema con i nostri colleghi, nonché con i leader aziendali. Tra le nostre raccomandazioni evidenziamo in particolare queste due:

 

• Sviluppare programmi di formazione focalizzati sulla sensibilizzazione e la creazione di cambiamenti comportamentali di lunga durata. La nostra esperienza dimostra che i programmi sull’importanza del sonno possono avere un effetto positivo sul benessere.


• Valutare e rielaborare le politiche aziendali per garantire l’incoraggiamento o perlomeno non scoraggiare il riposo notturno. Esistono politiche che riguardano i viaggi, le e-mail (ad esempio, tempo di black-out delle e-mail, dopo il quale nessuna e-mail può più essere inviata), il lavoro di squadra (la creazione di tag team che consentono ai dipendenti di lavorare e aiutarsi l'un l'altro in base ai fusi orari), le definizione di fasce orarie per il lavoro (impostando dei limiti o dei periodi di blackout), vacanze obbligatorie, ferie programmate, stanze dedicate al riposo e uso di tecnologia intelligente che migliora la gestione del sonno.


Siamo i primi ad ammetterlo, i nostri collaboratori non sempre mettono in pratica ciò che predichiamo. In ogni caso, alcuni tipi di organizzazione non possono implementare queste idee senza un cambiamento nella cultura sottostante.

Oltre al rendere i leader più riposati e quindi più efficaci, un altro beneficio a sostegno del sonno è che impedisce ai leader di crollare psicologicamente. Un recente studio della Harvard Medical School condotto su alti dirigenti ha dimostrato che il 96% per cento di questi ha riferito di vivere almeno un certo grado di stress. Un terzo di questi ha addirittura descritto la propria condizione parlando di esaurimento. Si può ora affermare che esistono numerose prove a sostegno del rapporto bi-direzionale tra il sonno e lo stress: la mancanza di sonno accresce la reattività emozionale e lo stress porta a sua volta una peggiore qualità del sonno. Inoltre, si è dimostrato che la mancanza di sonno è causa di impegno ridotto sul posto di lavoro. È arrivato il momento per le organizzazioni di trovare i modi per contrastare il tasso di abbandono dei dipendenti, la perdita di produttività e l'aumento dei costi sanitari derivanti dal sonno insufficiente.




Autore: Nick van Dam - Direttore generale del settore apprendimento di McKinsey & Els van der Helm - Ricercatrice e specialista del sonno presso McKinsey e alla Harvard Medical School
Fonte: Harvard Business Review